CHI SIAMO:

INSERIMENTO LAVORATIVO E ART. 22

La concreta opportunità di lavoro per una persona svantaggiata, rappresenta un punto di svolta per la sua vita e una garanzia di reinserimento per la comunità. Non è sufficiente “dare un lavoro”: occorre attivare tutti gli ambiti vitali di una persona, dalla casa alla salute alla rete delle relazioni. Per questo lavoriamo in stretta collaborazione con i servizi e le istituzioni del territorio, e con la rete del terzo settore.

L’inserimento lavorativo comporta l’impegno a motivare e accompagnare la persona ai tempi e alle regole del lavoro: non tanto insegnare un lavoro quanto lavorare insieme. Lavorando in Cooperativa le persone si mettono in gioco, stringono relazioni, si assumono responsabilità.

Con questo presupposto nel corso degli anni abbiamo accolto – in percorsi di inserimento lavorativo ai sensi delle leggi 381/91 e 68/99 – pazienti psichiatrici, detenuti ammessi al lavoro esterno, persone con problemi di alcolismo e tossicodipendenza, portatori di handicap, disoccupati di lunga durata, invalidi civili. Ci occupiamo della selezione, dell’affiancamento e della progettazione dei percorsi nonché del loro monitoraggio attraverso schede di valutazione e il diario dell’utente.

Grazie alle convenzioni quadro ex art. 22 della legge regionale Emilia Romagna n.17/2005 possiamo inoltre firmare accordi tramite i quali le aziende soggette agli obblighi di assunzione L.68, possono scegliere di esternalizzare commesse ad una cooperativa sociale, la quale si impegna ad assumere persone “svantaggiate” in sostituzione all’impresa, un’opportunità per la cooperativa e per le imprese.

I nostri “Principi per il lavoro sociale”

  • accompagnare al lavoro è dare un sostegno al progetto di vita nella sua integrità;
  • ciascun inserimento lavorativo è un percorso personalizzato;
  • il lavoro è solo una parte del progetto di vita di una persona, soprattutto in presenza di svantaggi sociali e disabilità: per questo favoriamo lo sviluppo di una rete di socialità post lavorativa;
  • fare responsabilità sociale non è erogare un servizio o un sussidio: è mettere il bene della persona sempre al centro di ogni percorso;
  • prestare attenzione all’efficienza del lavoro non significa ridurre il lavoro ad una questione di performance.