Un laboratorio per fornire uno strumento agli ospiti della REMS per riappropriarsi della propria quotidianità

Favorire un graduale inserimento sociale di persone con disturbi mentali, autori di un reato a cui la Magistratura ha applicato misure restrittive della libertà e la detenzione in una casa di cura. Questo è uno degli obiettivi della REMS (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza), situata a Casale di Mezzani e gestita dall’AUSL di Parma. Si presenta come una grossa villa e garantisce ai suoi ospiti programmi terapeutici e percorsi di riabilitazione.

La cooperativa Cigno Verde da diversi anni introduce all’interno della struttura delle attività per migliorare la qualità della vita degli ospiti e favorire un graduale inserimento sociale.

Quest’anno, da settembre a fine ottobre, abbiamo svolto la seconda edizione del Laboratorio VideoEspress, un laboratorio in otto incontri, che ha permesso ai partecipanti di raccontarsi attraverso l’utilizzo autogestito e libero di una videocamera Go-Pro messa a loro disposizione. Un modo per riflettere su se stessi, sulla propria quotidianità, al fine di ridurre il rischio di depersonalizzazione.

IL PROGETTO

“Possiamo sinterizzare il laboratorio con lo slogan: ‘Diamo un senso a questa esperienza’ – dice Maria Ciaramella, educatrice della Cigno Verde e ideatrice del progetto, che ogni lunedì mattina ha tenuto il corso alla REMS, insieme a Matteo Sicuri (supporto tecnico) e Jouairia Boufkir (volontaria del Servizio Civile).

“Lo scopo è quello di fornire agli ospiti della REMS uno strumento per riappropriarsi della propria quotidianità. E farlo attraverso delle immagini-video può facilitare la riscoperta dei propri interessi e delle piccole novità a cui non ci si fa più caso”, spiega Maria.

“La struttura accoglie 8 persone, la maggioranza ha poco più di vent’anni ma c’è anche qualcuno più adulto. Il primo giorno di Laboratorio ragioniamo insieme sul concetto di quotidianità. L’obiettivo è quello di rendere i ragazzi più consapevoli di un’agency, cioè della loro capacità di poter scegliere e decidere sulla loro routine. Partecipare al laboratorio rappresenta la prima scelta, perché non è obbligatorio. I ragazzi possono dare o non dare la loro adesione. Si delinea, così, una storia personalizzata di ognuno all’interno della struttura”, precisa Ciaramella.

Muniti di Go-Pro, i ragazzi iniziano a riprendere i momenti principali e più significativi della giornata.

“Ad esempio c’è stato un ragazzo che ha ripreso tutte le albe e tutti i tramonti, perché per lui quello è il senso della libertà: svegliarsi la mattina prima degli altri e godere del panorama” – racconta l’educatrice. “Ma anche il semplice fatto di posizionare un cuscino in un modo e non in un altro, rappresenta un’espressione individuale. È la persona che si racconta. E chi tra loro riesce ad ancorarsi a queste piccole espressioni di sé, può ancora riconoscersi in qualcosa”.

STEP BY STEP

“Durante le prime riprese i ragazzi sono un po’ più timidi, ma poi si lasciano andare. Successivamente quando abbiamo abbastanza registrazioni, si passa alla fase di montaggio” – continua Ciaramella. “Un momento molto importante perché si basa sul confronto tra i partecipanti: quali immagini vogliamo inserire? Come possiamo raccontare l’unicità della quotidianità all’interno della comunità? Così si inizia a delineare la narrazione della loro storia. Nel contempo i ragazzi acquisiscono anche competenze tecniche, perchè imparano a manipolare le scene e a introdurle all’interno del videoracconto. Si definisce man mano il ruolo di ognuno durante il video editing: c’è chi ha fatto il montaggio, chi le riprese, chi ha scelto la musica di sottofondo, chi i titoli di coda, ecc”.

“Anche la collaborazione attiva degli operatori interni alla REMS è fondamentale, sia nell’accoglienza sia nella gestione della GoPro. L’ultimo giorno, quando il video è stato completato, si cerca di coinvolgere quasi tutte le figure orbitanti attorno alla struttura per un’ultima proiezione plenaria. Una sorta di restituzione al e dal gruppo, a tutti gli appartenenti della comunità stessa. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo ottenuto che partecipasse anche la psichiatra”, racconta Maria.

LA PERSONA AL CENTRO

“Le persone che sono ospitate alla REMS di solito hanno commesso un reato di una certa gravità, e sono riconosciuti dalla Magistratura con l’incapacità di intendere o di volere. Quindi sono seguite anche dai servizi per la Salute Mentale”.

Il progetto che proponiamo mette al centro la persona, e non il motivo per cui un ragazzo è ospitato nella struttura. Certo, lo teniamo in considerazione perché è uno dei fattori con cui impariamo a interagire. Ma guardare alla persona significa guardare al di là di quella sfera di identità. Con il nostro laboratorio si mettono in gioco altri aspetti: creatività, spirito di iniziativa, collaborazione, ecc. E a noi quelli interessano”, sottolinea Ciaramella.

I BENEFICI DEL PROGETTO

L’educatrice ci spiega quali sono i benefici del Laboratorio VideoEpress per i partecipanti: “Il progetto nasce con l’intento di un graduale inserimento sociale dei partecipanti, quindi cerchiamo di fornire alcune competenze che i ragazzi possono far proprie. Dal punto di vista tecnico ha una forte valenza formativa. Infatti dà la possibilità di familiarizzare con il computer in maniera professionale e di utilizzare il programma per il montaggio del video.

“Ha un risvolto importante per il gruppo, perché interrompe la quotidianità con otto incontri e, a sua volta, ne ristabilisce un’altra: ‘Il lunedì arrivano i ragazzi della Cigno Verde’. E da qui si avvia la loro libertà di esserci o meno. Ci teniamo molto a questo aspetto”.

“Inoltre è un’attività che permette di lavorare su abilità fino-motorie, in questo caso sulla coordinazione mano e occhio e sui piccoli movimenti. Ad esempio quando dobbiamo montare le riprese, bisogna utilizzare il mouse del computer e, contemporaneamente, visualizzare il secondo in cui tagliare la scena. Sono azioni che a furia di ripetere hanno permesso ad alcuni ragazzi di riabilitarsi dal punto di vista motorio.

“In più questo è il secondo anno che svolgiamo il Laboratorio VideoEspress alla REMS e, di conseguenza, i ragazzi hanno avuto la possibilità di rivedere il video fatto lo scorso anno. In questo modo, alcuni di loro hanno potuto constare i propri miglioramenti. Ad esempio c’è stato qualcuno che prima era meno proattivo, più chiuso e che, invece, in questa edizione ha partecipato attivamente”.

LA CIGNO VERDE ALLA REMS

La cooperativa Cigno Verde da 4 anni introduce nella REMS delle attività per favorire l’inserimento sociale degli ospiti della struttura. Ha iniziato con il Laboratorio di Mezzo sul trashware, l’attività del sostituire componenti guaste nei dispositivi elettronici rendendoli di nuovo funzionanti. In seguito ha sviluppato dei corsi più avanzati: conoscenza del pacchetto office, creazioni di app., fino a proporre il Laboratorio VideoEspress, per favorire l’acency e la capacità di risignificare le esperienze di comunità residenziali attraverso l’utilizzo di strumenti multimediali. Con alcuni ospiti della REMS sono nate delle continuità con l’attivazione di percorsi lavorativi e formativi in cooperativa.

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