Il racconto e le considerazioni di Franco Baldini, fondatore e presidente onorario della Cooperativa Sociale Cigno Verde

“Non mi aspettavo che la cooperativa crescesse così tanto. Non mi aspettavo dei risultati così positivi”. A dirlo è Franco Baldini, fondatore e primo presidente della Cooperativa Cigno Verde.

In effetti, ascoltando il suo racconto, dal 1989 ad oggi di cose ne sono cambiate.

31 anni fa, insieme ad altri frequentatori di Legambiente, il giovane Baldini decise di fondare una realtà che condividesse i valori dell’associazione ambientalista più rappresentativa d’Italia, e che riuscisse a dare lavoro a persone svantaggiate: “L’obiettivo era non lasciare indietro nessuno, soprattutto le persone più fragili, quelle che avrebbero avuto difficoltà a trovare lavoro in altri ambienti”, racconta Baldini.

“All’inizio lo sforzo maggiore è stato trovare committenti, perché nessuno di noi aveva mai operato. Per 8 anni abbiamo svolto lavori socialmente utili, sgombro delle cantine, tinteggi, opere di recinzione, senza però avere la possibilità di pagare gli stipendi”.

Ma questo non ha scoraggiato minimamente il progetto: “Siamo cresciuti pian piano, non permettendo alle difficoltà di avere la meglio sul nostro obiettivo. Nel 1997 abbiamo capito che era necessario avviare una trasformazione per assumere i lavoratori, così in assemblea abbiamo deciso la conversione da cooperativa di produzione lavoro, a cooperativa sociale di tipo B”.

Dopo questa risoluzione, arriva il primo committente importante: il Comune di Parma. “Il comune ci aveva affidato un lavoro nelle bassure della Cittadella. Dovevamo tracciare sentieri fruibili nella zona, attraverso un’attenta manutenzione delle aree verdi. Un lavoro dal valore di 95 milioni di lire”.

La vera svolta però arriva nel 2004, grazie allo sviluppo del settore dedicato alla raccolta differenziata porta a porta del comune di Parma. “Un lavoro significativo di cui la Cigno Verde contava, e conta, la maggior quantità di raccolta”, commenta il signor Baldini.

Anno dopo anno, la cooperativa ha introdotto nuovi servizi, ha ampliato il suo raggio di azione, contando oggi circa 100 lavoratori, di cui più del 40% composto da persone svantaggiate.

Si è realizzato il mio sogno: fondare una cooperativa dove la partecipazione dei soci fosse massima, dove la solidarietà interna fosse compatta anche in termini salariali. Questo è stato possibile perchè ci siamo dedicati completamente agli altri, guardando sempre a chi aveva di meno, senza l’intenzione di avere di più. E questa per me è un grande soddisfazione” – dice Baldini.

“Non mi aspettavo neanche dei risultati così positivi, non solo dal punto di vista economico e della quantità dei lavoratori, ma soprattutto per la grossa qualità degli inserimenti lavorativi svantaggiati, dai detenuti, a chi ha problemi di dipendenza o svantaggi fisici”.

Merito questo riconosciuto pubblicamente allo scadere del 2019, con la consegna del premio qualità Sociale di Impresa.

E lui che la cooperativa l’ha prima sognata, poi fondata, e man mano ampliata, cosa si augura per il prossimo futuro della Cigno Verde? “Continuare a fare quello facciamo: dare lavoro a quelle persone che altrimenti sarebbero disoccupate o a carico dell’assistenza. La nostra è un’opera sociale importantissima, perché senza lavoro i soggetti più fragili vivrebbero in una situazione di disagio spaventoso, non sentendosi cittadini come gli altri. Con il lavoro, invece, si recupera, si acquisisce consapevolezza e dignità”.

Ecco perché per Franco Baldini sarebbe importante una diffusione di cooperative sociali sul territorio: “Ad oggi, purtroppo, c’è un trend negativo: le piccole cooperative stanno scomparendo, perché vengono assorbite da quelle più grosse. Di conseguenza non ne nascono di nuove. Mi auguro che prima o poi avvenga esattamente il contrario: una crescita di cooperative sul territorio, in ogni comune, in ogni realtà lavorativa. Ma per farlo bisognerebbe mettere in campo più risorse umane, e anche creare uno strumento di assistenza nuovo”.

Oggi il signor Baldini è presidente onorario della cooperativa, continua ad occuparsi dell’amministrazione, ogni giorno è alla sua scrivania e lavora, lavora, lavora. È un punto di riferimento per gli operatori della Cigno Verde, per la sua disponibilità, risolutezza, umanità, capacità di ascolto, e attiva partecipazione.

Per ulteriori approfondimenti ecco una video intervista realizzata qualche anno fa

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